Le opere e i luoghi
News

UNA STORIA ROMANA: ricordi di un vecchio scolaro

Questa è una storia romana d'inizio degli anni '60, protagonisti un uomo calabrese, docente e non acclamato scrittore, senza patente di guida e senza auto ed un alunno che stava lì non votato alla solarità [sempre ripescato ad ottobre ], di intelligenza riflessiva, quindi lento a capire, ma accomunati dalla voglia di vivere, magari bene, comunque " con significato". " Nell'età di ripiegamento e di sconfitta, e la nostra lo è, da noi, almeno è inevitabile il linguaggio tradisca un'emozione che all'azione non è concessa" Così scriveva all'inizio degli anni '60 Franco Fortini nel suo " Verifica dei poteri". Ed i testi che incuriosivano i giovani era pazzi per  Caldwell con " Il piccolo campo", Wright con " la capanna dello zio Tom" e tra gli italiani Parise con " Il padrone", Volponi con " la macchina mondiale ma anche Rigoni Sterne con" 100.000 gavette di ghiaccio". Ungaretti era il " sommo vivente". I fatti d'Ungheria, con Preside e bandiera italiana in testa, a Piazza Navona, di ben altra, allora, recente memoria. La riforma della scuola italiana come tema del giorno con annessi e....connessi. I più facinorosi a sganciare i " trolley " dei filobus coì da bloccarli lungo la salita che porta al Quirinale. La polizia ed i carabinieri che caricano dalle jeep menando legnate con bandoliere e calci di fucili per impedire l'accesso a Via del Corso, ai palazzi della politica.Ma noi allora giovani avvertivamo una gran voglia: quella di costruirci e consolidare un futuro da uomini liberi e liberi dalla schiavitù della miseria, nel pensiero; senza più guerre e morti e partigiani e traditori a seconda di come li guardi; giovani alla ricerca del benessere che i dadi per brodo, le gomme americane ed i film di Holliwood ci davano a portata di mano..........L'importante era riuscire a porsi domande, ad ipotizzare risposte d'indirizzo soddisfacenti e indirizzarle, canalizzarle per il nostro futuro."Con l'augurio d'una splendida carriera", il Professor Franco Costabile mi dedicò il Suo libro "La rosa nel bicchiere" . 

Qui comincia la storia. Il Professor Franco Costabile è stato prima mio insegnante di italiano, poi, grazie ad una prima recita scolastica nella quale ero un po' il tuttofare: trovarobe, segretario. Mi ha insegnato, Lui calabrese, a "capire", a me romano, la mia Roma; passeggiando lungo Via di Ripetta (vicino Piazza di Spagna) un giorno mi disse di non guardare, camminando, in basso, ma di volgere in alto lo sguardo a scoprire le bellezze dei palazzi romani, ai più sconosciute; aveva ragione, ed ancor oggi sorrido nelle rare visite alla mia Roma quando vedo scrupolosi turisti alla ricerca del particolare da ricordare che scrutano in basso, all'altezza dei loro occhi.
Una mattina, erano circa le sette e quarantacinque, a Piazza del Popolo, sotto il passaggio di destra della porta, mentre osservavamo le vetrine d'una piccola ma ben fornita libreria , mi invitò a guardare le numerose ragazze e donne che andavano al lavoro e confrontarle con le stesse che di lì a due ore avrebbero sostato durante la loro passeggiata.
Provateci anche Voi e interrogatevi sulle differenze.
Lungo le mura papaline di Piazzale Flaminio, a cinquanta metri dalla già citata Piazza del Popolo, c'era un enorme, per quei tempi, cartellone stradale: misurava circa sei metri di lunghezza per tre d'altezza. Costabile mi chiese di giudicarlo da circa trenta metri di distanza ed io espressi le lodi per quella comunicazione graficamente bella ed accattivante (allora non eravamo invasi come oggi dalla pubblicità); poi insieme ci avvicinammo fin sotto il cartellone e Costabile mi chiese di riconfermare il mio giudizio; rimasi allibito dai colori che non condividevo, dal loro accostamento che trovavo stridente, da quell'insieme amorfo, senz'anima; e allora?

 

Mi ha insegnato:
- ad "osservare" anziché vedere;
- a "capire" (dal latino "capio" "far mio, come se fosse nato da me") dai fatti di tutti i giorni;
- a rubare e costruire un archivio dal quotidiano, da note che appaiono belle o brutte, indifferentemente, ed a trovare in loro comunque "positività", anche le più nascoste;
- ad apprezzare, amare e rispettare le donne;
- l'amore per i figli;
- a mantenere viva la curiosità del bambino;
- ad amare la vita.
Lui che decise unilateralmente di dire I basta alla vita, di arrendersi per sempre.
Molti pensano di qualificare il Suo pensiero partendo dalla fine, da questo gesto drammatico. Costabile era altra cosa.
Quando da Professor Costabile diventò per me Franco e si aprirono nuovi orizzonti di maggiore confidenza, cominciò a parlarmi della Sua Calabria, di Sambiase, dei Suoi rientri in treno, delle Sue aspirazioni letterarie, delle Sue frequentazioni romane, della più intima parte di se stesso e non potei che rafforzare le mie convinzioni di un Uomo scomodo (il Suo pensiero era di "sinistra" e non era certo gradito dai più nell'ambito scolastico) che lottava per raggiungere un risultato che gli competeva per qualità professionali e conoscenza, ma che non arrivava.Risultato che gli avrebbe permesso di sdrammatizzare i Suoi sogni.
La fortuna non gli fu amica, non gratificò il Suo amore per l'Uomo, per un mondo più giusto, per la Sua Calabria, per la gioia di vivere.
Mi diceva: "Se credi in Dio, rispetta il dono bellissimo della vita che Ti ha dato e sii a Lui ossequiente e grato gioiendo e rispettando il mondo e gli uomini e tutto ciò che del mondo fa parte; se viceversa non credi in Dio non puoi che amare la vita e tutto ciò che ti circonda impegnando ti per il suo sviluppo". La consapevolezza del Suo drammatico gesto mi ha dato la forza di superare i momenti tristi e meno nobili della vita, convinto che solo l'impegno e la lotta nel portare avanti questo meraviglioso dono che è la vita, uniti all'umiltà ed alla capacità di gioire ogni giorno della bellezza di tutto ciò che ci circonda e di quanto, per affetti e non solo, siamo capaci di costruire è la soddisfazione, la forza dell'oggi che si ripete ogni giorno.
Della Sua poesia non parlo qui; ricordo solo ai Suoi funerali il sommo Ungaretti, ormai quasi cieco, commosso e dubbioso e la grande attrice Lea Padovani che seppero dare grande solarità al tristo ambiente.
E' da tutto questo che nasce il "Premio Franco Costabile", per onorare la memoria di un grande Uomo che ha molto amato la Sua terra e la vita e riempito d'interesse la mia. Grazie per sempre Professor Franco Costabile.
 

VAI ALLA RASSEGNA FOTOGRAFICA DEL PERIODO ROMANO